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Santa Lucia 13 dicembre provocava sempre una eccitazione nella corte, sogni e fantasie e tante aspettative: ci aspettavano che la Santa Lucia, con il suo somarello, portasse a ciascuno nella notte del 13 dicembre, doni e giocattoli. Si doveva preparare una tazza di crusca per il somarello, da lasciare sul davanzale della finestra, affinché la santa al suo passaggio potesse servirsene con facilità. Al mattino, tutti a correre per vedere cosa ci avesse lasciato sulla finestra la santa misteriosa. I nostri doni erano modesti: due aranci, tre noci, un torroncino avvolto con carta colorata, una bambolina di pezza per le bambine o un cavallino di cartapesta, un palloncino colorato per i maschietti. Annusavamo increduli ed estasiati gli odori ed i profumi che accompagnavano questi nostri doni dalle origini misteriose. Poi, nei giochi della giornata facevamo i confronti e già constatavamo le differenze, ma non si andava oltre. Arrivava presto il Natale e portava nelle stalle leggende ed antiche filastrocche. Lo sfoggio di qualche nuovo indumento, per la ricorrenza, il suono festoso delle campane, i profumo di cibi più ricchi, inusuali, diffondevano negli animi un senso religioso di gioiosa speranza. Era passato un altro anno, nelle stalle si commentavano i raccolti, le nascite, gli amori e si ricordavano quelli che ci avevano lasciato. Franco Turrina |
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